GIOVANILE OPERA FINALE.

 

NUVOLE

Le nuvole chiarezza si contendono,
del Cielo il maldestro mutamento,
rendendosi colpevoli ad onore.
Poi, mentre capolino fa il Sole,
uno scroscio scorbutico sull’erba:
sia il segno di un’altra esistenza?

UNA STAGIONE

Incroci di stecchi, di rami incidenti…
…Dove è finito il passo burattino?
Dove conobbe il traguardo maggiore?
C’era cotone o, peggio, del carbone?
E il mondo riprese i gravosi lampi,
tra fili arrugginiti e persi campi.

UNA BARCA

Una barca in riva al lago,
nello sciabordare, degno,
dello sciame d’acqua, lento,
a coprire il fondo, incolto,
ora che non ha più volto:
e sia, stremo dello stolto!

ASSENZA

L’assenza, figlio mio, è di questo mondo,
che più non ha Parole trasognate,
stelle cadenti in Cieli d’arabeschi,
ma sol tracce scavate dai suoi denti,
come fosse la Luna mai risorta,
o il Sole, spento, in un Mare profondo.

2 GAMBE/2 OMBRE

Quale passo, sulla sabbia, lascia il segno?
Come può trovarsi in simili contorni?
Far che l’ombre si contendano i ritorni,
i ritorni eterni nel deserto in segno.
Che soltanto s’offra il cane quieto,
senza fare sdegno del suo legno!

OCCHIO

Astuzia infantile, premessa di vita,
su stuoie grinzose d’affanni grondanti.
Si levano all’azzurro i brevi desideri:
un cono gelato, un rosso pallone…
Sentiero scomposto i passati anni,
di nuvole perse in Cieli, così…

BAMBINO

Un bambino a piedi nudi
tutti neri, neri, neri,
mi guardava divertito:
gli parevo un matto vero.
Con un salto entrò in me,
era uscito fuor da me.

IL VIAGGIATORE

Esperienze portiamo nelle borse:
propriamente la stoffa più alterata,
di pelle, oppure già plastificata,
secondo i tempi che vengono e muoiono,
riproducendo gli svariati anni,
e, con loro, i sempiterni affanni.

UN UOMO E UN MANICHINO

Un uomo e un manichino,
nel centro commerciale di Pechino,
erano esposti come in vetrina.
Ma tutto il mondo è paese:
che vuoi che non si trovino
un uomo e un manichino,
come esposti in vetrina,
nel centro commerciale di Torino?

GIOSTRA

Un bimbo salta sulla giostra,
afferra il cencio al primo giro,
così un altro fanciullo si dispera:
– Non sai -, faccio al secondo,
– che c’è e ci sarà sempre nella vita
il succube ed il pronto,
che dà lezione all’altro
e vince la partita? -.

3 BAMBINI/1 VIOLINO

Tre bambini, come lieto suono
un violino di mastro liutaio,
sul selciato di scomposto dono
si preparano al contorno gaio,
anche se, per mille frontiere,
mentre salgono pronte le attese,
già lacerano ingiuste contese,
che perpetuano la tarda età.

1 DONNA/3DONNE

Una donna, squadrata al Mistero,
ombre cavalca con muto cipiglio,
fino a quando non prende il suo velo,
fino a quando non lo getta al ciglio:
coranico, evangelico o biblico,
il velo ritorna e sempre contiene,
ma serve salvare l’amato figlio,
nuda parentesi d’amore vero.

ALCE SUL TRONCO

Alce Sul Tronco era deceduto,
anche se aveva meno di dieci anni.
Al funzionario di Stato lo disse,
all’anima-mondo lo ricordò;
al ghigno vinto di tutte le genti
della cultura nativa amerindia,
degli Aborigeni e pure dei Rom,
all’anima-mondo lo ricordò.

SILENZIO

E’ d’oro il silenzio nell’oscurità,
nell’evanescenza del mondo attuale,
che si dipana sopra ogni male
compiuto dall’uomo con malvagità.
Ma, ad ogni luogo oscuro della vita,
si prepongono puri sognatori,
ricercatori di perso lindore,
ritorno solare del Più Grande Cuore.

PONTE VECCHIO

Ponte Vecchio è usato, un vecchio
tra le grinze della sera;
è l’antico girotondo
delle luci, è notte vera.
Una gru si staglia alta,
come dipingendo l’acqua:
l’acquerello traccia scarno,
oltre il limite dell’Arno.

FINESTRE

Finestre come uno sguardo confuso
intercettato da un mutamento,
se esce dagli occhi il richiamo al fuso
delle tre Parche… e la terza ora sento.
Finestre come uno sguardo nell’anima,
ma lo spirito cambia sempre muto.
Cosa significa per te una lacrima?
Eppure è segno di passo compiuto.

VOLO DI RONDINI

Rondini volano alla nube austera,
quando il meriggio batte i suoi rimpianti;
frecce si spostano e vanno e poi vanno,
li porta il suono d’animosi canti.
Non atterrite, dico io, non sporcatevi:
svoltate in Cielo, che la terra trema!

PUNTI SULLA SPIAGGIA

Sul bagnasciuga c’è un vecchio ansimante,
che di fatica ne ha vista così:
orme troneggiano agli ultimi passi,
quando alla sera le luci soffuse
inducono le madri coi ragazzi
a abbandonare la spiaggia del ring.

IL SELCIATO

Ciottoli fanno cammini più umani,
tutti diversi ed uguali, nel dì
della coscienza dovuta alle mani
di questi pollici sovrapponibili…
Così, il selciato, si pone al confronto
d’uomini e donne animati al domani.

MARE

Come una nave sul flusso dei mari,
la coltura offra traguardi impensati,
rendendo grazie al pensiero diverso:
sembra un andare e un venire disperso.
Come una nave sul molo di vita,
il selciato sa già di nuova vita.

FAVOLA DI GUERRA

Digrignava i denti un cane,
con la lucida violenza
di chi pone la sua scienza
alla stregua del padrone…

…una pecora osservò,
con pazienza ormai rodata,
che il cane, per la strada,
punto fu dal Calabrone…

POESIA D’AMORE

Ci sono troni e templi invalicabili
per tutte le scansioni gravitanti
del male e delle inette umane cose,
ma tu, col tuo sorriso ineccepibile,
insegni il cielo in terra sui versanti
di monti che alla speme sanno dare.
E non esistono altre quintessenze
se non parole tue, fior di condense.

(LEONARDO MAGNANI).

 

IL BOSCO DEL PROFETA.

 

SINCRONIZZATO

sincronizzato
a rimanere forte,
con le parole
mi diletto ancora,
àncora all’aurora

APERTO E’ IL CUORE

aperto è il cuore
ai mille mutamenti
dell’esistenza –
come un bambino scrivo,
sorridendo alla luna,
e mai non v’è
chi possa farmi fremere
allo scoraggio
che Morte o Sofferenza
spegnino il vivo raggio

L’UMANITA’

l’umanità
si nutre d’un mistero
che scopro vero

STRADE SFERRAGLIANO

strade sferragliano
rapide e lente sul niente:
anguille e bisce

ROSA CANDORE

rosa candore,
di temporali estivi
perso rimpianto,
perché finisti sola?
forse spiccasti in volo
per malattie
congenite al tuo regno,
sembiante legno?
dunque, allora, compresi
che non cadesti sola

ANCHE LA FOGLIA

anche la foglia
sola cade dall’albero,
comunque insieme

ALCUNE VOLTE

alcune volte
filosofare e intendersi
val più nel modo

CHE PIOVA O GRANDINI

che piova o grandini
non m’importa più molto,
se tengo fede –
la speranza è la prima
consigliera corretta
del vero amore,
tenuto imprigionato
e poi espresso,
da dentro a fuori a dentro…
…fra tutte le persone

SENTO CHE SERVE

sento che serve
il fiore universale;
comunque crescere,
pur avvertendo il male,
che sempre e più trasale

GUARDI IL PIANETA

guardi il pianeta
da una panchina bianca,
da una rossa
ti muovi intestardito
verso il pianeta uomo

QUANTE PERSONE

quante persone
si possono vedere
dalla panchina!
e gente silenziosa
nell’avanzare immane;
e poi, comuni
al viver quotidiano,
con uno slancio
smorto dovuto ai guai:
vi voglio bene assai!

LA GUERRA SFERZA

la guerra sferza
tutti i contenitori
d’umana specie

DI ROSSO HO VISTO

di rosso ho visto
i gerani fra noi,
poveri amanti –
non sai che Donna Amore
sei, col crine fiorito
di mille petali,
con io sconfortato,
senz’altro fiato
se non a dirti: “Basta!”,
unico grido mio

AL RISVEGLIARSI

al risvegliarsi
del picchio sulla pianta,
cedo a un amico

SENTO FUGGIRE

sento fuggire
l’età, nel tempo perso
a farci guerre
senza il motivo stesso,
così poco autentico –
Caron’ traghetta
l’umanità latente,
che s’offre come
chi muore senza niente:
nudo uomo di sergente!

FAMIGLIA EXEMPLUM

famiglia exemplum:
padre e madre e nonne…
…tutti in levare!

MA COSA OFFRE?

ma cosa offre
l’original famiglia,
per cui si gode e soffre?

VORREI ASSISTERE

vorrei assistere
la mutazione umana,
che si connaturi
con l’Eterna Bontà –
io, matto della strada

GENTE DIVERSA

gente diversa,
sfuggente dai contorni,
mi schiude al mondo –
cavalco e non so più
finanche dove andare,
perché, se v’è
un male, è rintracciabile
nei forti e negli
ordini, no nei singoli:
è il branco che fa i lupi!

COMUNITA’

comunità,
amica di ventura,
segni la vita,
la porti a sepoltura –
ahi, crescita infinita!

LA SOCIETA’

la società
del Comunitarismo:
quale migliore
fronte contro le Erinni
del total-liberismo!
ora, occorrono
le notti dell’onore,
a disegnare
un diverso futuro
di solidarietà

ESPLODE IL LIMITE

esplode il limite,
dopo la nostra vita,
senza riserve –
se vivemmo splendenti,
di nobile miseria
e civiltà,
esplode l’aria in vita,
e un volo d’angeli
si fa maestà sublime
per la migliore vita

NON TI CRUCCIARE

non ti crucciare,
se il pessimismo storico
fustiga e doma –
sono io che non intendo
davvero rinunciare

MODERNITA’

modernità
è dire un po’ di tutto,
anche l’opposto,
e sino all’esplosione
siamo sempre nel giusto

LA GRANDE SPEME

la grande speme
prega nelle affollate
basiliche mono;
non sanno il fallimento
di tanto tradimento –
ora il Celeste
brilla accanto all’Esistente,
e, sol d’un fiato,
parla come inebriato:
“Ipretiaguzzisono!”

LA VERITA’

la verità
cerco lungo le strade,
con bramità

L’UMANITA’

l’umanità
non regge, di per sé;
ella necessita
d’una speranza antica,
nei riti ritrovata –
e se trionfasse,
in massa, una fede
più democratica,
in cui il divino Re
regnasse con Dei-Anime?

CREDO NELL’UOMO

credo nell’uomo,
che riesca a disegnare
l’unica Beltà

TUTTI SIAM LIBERI

tutti siam liberi,
ma poi ci rintaniamo
nelle livree
dello sporco inviolato,
in divise orrorifiche –
siam tutti eguali,
e qualcuno evidenzia
d’esserne di più –
venitelo a spiegare
al Grande Manitù

NEGLI SCONOSCIUTI

negli sconosciuti,
in un gioco di sguardi,
mi sento crescere
e sviluppare i tanti
quanto me angeli e diavoli

SE NON CI FOSSERO

se non ci fossero
stati stalin e pol
pot e ceausescu,
il Comunitarismo
comunista di Rosa
avrebbe vinto,
ed a quell’ora immane
pure i più clerici,
neri di livore,
rossi conturberebbero

QUESTA E’ LA FINE

questa è la fine
di ogni circostanza,
di chi si chiude
nella sua propria stanza
e volta il capo al mìsero,
al prigioniero
d’affetti, come làcero
di sentimenti –
altro dirvi non vo…
…aguzzate le menti

IN CIELO SALE IL SOLE

in cielo sale il sole;
si perdono da sole
in volo le viole

(LEONARDO MAGNANI)

MESSA IN ABISSO.

 

…CROCCA, CROCCA, LA FOGLIA CROCCA!

Crocca, crocca, la foglia crocca,
al vento e al passo la foglia si stacca.

Lontane grida, la vicissitudine
in aria gonfia che pare un turbine.

E poi si posa come defunta,
spoglia di niente, di tutto consunta.

1

Qui serve sprofondare, o venerata Musa,
che molti già considerano illusa;
e non farò per certo tua incerta interpellanza,
lasciando che tu venga alla mia Stanza,
lasciando che tu spenga, dannate, l’ambizioni,
chiamate come esigono i cuori.
Qui serve sprofondare.

2

Credi sempre ed inonda di fracida sostanza
ogni pur lieve scossa in gravidanza,
ogni dettato aperto che soltanto ricuce
i puttaneschi ostacoli alla Luce;
gli incubi vagabondi, su letti rosso sangue,
si chiamano “Certezze Fatte Ad Arte”.
Credi sempre ed inonda.

3

S’agiteranno i figli di lune capovolte,
come esplicando lor false condotte,
come piaghe di cuori che sanguinano gravi
e sporcano le tuniche dei “savi”.
Or vedi, Fanciullino, la vedi: è resistenza
quella penombra tenue d’esistenza.
S’agiteranno i figli.

4

Celibe d’emozioni cerchi l’iniziazione
a un collettivo gioco di parole.
Siederai su di un trono, anelante il perdono
concesso all’uomo, figlio di Dio Crono;
e toccherai il sereno, il santo cuore in velo,
sì pago di brindare sol veleno.
Celibe d’emozioni.

5

Forse non fuggirai, nella notte feconda,
cercando di seguire linee d’ombra,
pure comunicando con il silenzio atroce
di chi già trapassò Eterna Voce.
Vivrai (e so per certo) di schietta vicinanza,
gramigna che non turba l’altra Stanza.
Forse non fuggirai.

6

Impara la giornata, la vita è tutta qua,
con un sorriso grato verso un tram:
l’ultimo tram chiamato “Notte Bambina E Incerta”
si ferma sulla tua riva deserta.
Saprai lasciare orme, non perderti nei guai,
se il cielo nella Stanza proprio vuoi.
Impara la giornata.

7

Chiederai come mai il mondo si rinnova
sempre perdendosi nella sua ruota;
forse non sai distinguere fra la certezza e il sogno,
e la grazia non ha più ugual ritorno.
C’è chi vive anche lieto, il lieve animo semplice,
così il contorno umano impegna complice.
Chiederai come mai.

8

Esprimo e esprimerai sussurri come amori
congratularsi dentro come fuori.
Forse l’oscurità ha conquistato Stanza,
non passerà la soglia di condensa;
la voglia che nutriamo, la linfa nella foglia,
sarà il dibattere d’anima spoglia.

Esprimo e esprimerai.

17

Ma la scala stradale è una piramide –
L’amato padre e la madre d’affetti –
Siedono il trono “diversi” ed eletti –
Adesso l’universo si compiace –

18

Non stride più la vampa amareggiata –
Celeste si presenta il fu oltraggioso –
Omaggi carezzevoli propongono –
Ora conosco la nuova giornata –

19

Cinge, cinge il lietissimo cordame –
Soli e papaveri, grazia rinata –
Francese il bacio che mi lasci dentro –
Condensa cieca d’impulsi d’amore –

20

Livido il tuo fissarmi, o luce fiera –
Sali di litio grondano sublimi –
Alla gioia reiterativa cedo –
Mi muovo alla conquista ardimentosa –

31

Forse violenza può fare chiarezza –
Sento nel mondo una tale afonia –
Prema il pedale d’accelerazione –
Davvero pochi fremono la vita –

32

In fondo il santo non ha mai amato –
Certo, cercare è una pagina nobile –
Pianta carnivora, anche tu sai cedere –
Il coccodrillo può cedere il pasto? –

33

M’infonde la tribù molto coraggio –
L’amore solo ho perduto per te –
Che una fiamma s’accenda nel cuore! –
La società concelebra il suicidio –

34

Salga quel brio di perse tribù –
Battezzi ancora il seme ed il sangue –
Fui combattuto da foglie urticanti –
Sono disposto a cannibalizzare –

43

Constatazione empirica il sanguinante clero
di sempiterno civile rituale
politico o ecclesiale, nel mare più sociale
di questo inetto battello insincero.
Mi rimetto al veleno del Solipsismo immane
se Cerbero è il Divino e dopo invade.
Constatazione empirica.

44

Solenne patto al Demone, per meriti congiunti
di grazie avvelenate sovrumane.
Gli scheletriti assunti di grugniti desunti
si sposano a preghiere preparate.
Il Solipsismo acuto, in questo corto raggio,
premette il sogno nudo e dà coraggio.
Solenne patto al Demone.

45

Così m’è porto il calice, l’amara coppa lignea,
ma prediligo fruste d’eros nero.
Sollevano le genti, al Cielo che sogghigna,
preghiere senza un attimo di vero;
e sanno solo credere a false circostanze
battute come porte delle Stanze.
Così m’è porto il calice.

46

Sento che non si possa davvero farne a meno
di tutto questo immenso truce siero;
è l’Uomo che ripone il senno nel veleno,
per sopravvivere nel sogno fiero.
Ma un cane, un gatto, sanno in fondo più contare
con la Purezza Comportamentale.
Sento che non si possa.

47

E brindano le stelle di Cieli in arabeschi,
come ridendo in vivo aperitivo;
e ghignano di noi, dei nostri amati teschi,
come ci sollazziamo col cretino.
E allora tutto passa, l’allerta non è molta,
come si frange l’ondata sull’onda.
E brindano le stelle.

48

Ringrazio la mattina, lo stupro che purifica,
la rimembro di certo in bene o in male;
ma il nudo si compiace e lascia conturbare
perché è una Vita in toto che si umilia.
Ed ora traggo il vero, nel creder puro e atroce
che il mondo debba spingere alla brace.
Ringrazio la mattina.

49

La carne si fa nuda, chiedendo un gran perdono,
offrendolo in dono al masochista;
se pure egli concede al suo maligno il dono
di spegnere la memore sconfitta,
si aprirà cosciente, perché di grande lena,
meravigliosa la Social Catena.
La carne si fa nuda.

50

Si placa la giornata, sperperato fogliame,
quando le grida giovani marciscono;
s’ode il quieto fremito di scheletriti rami,
le nudità di notti che nutriscono.
Ora puoi solo scrivere la tua storia futura,
giacché, immemore, è nuda la Natura.
Si placa la giornata.

…CROCCA, CROCCA, LA FOGLIA CROCCA.

Crocca, crocca, la foglia crocca,
al vento e al passo la foglia si stacca.

Lontane grida, la vicissitudine
in aria gonfia che pare un turbine.

E poi si posa come defunta,
spoglia di niente, di tutto consunta…

 

(LEONARDO MAGNANI).