CANZONI MUSICALI

 

 

PREGHIERA

Un cerchio luminescente ci raccoglie.
Amico Sole, che sei speranza e vita,
fai rinascere la pianta appassita.
Ho visto l’amore che dentro sei tu,
ti prego, non lasciarmi più.
L’indice d’ascolto non è proprio alto,
occorre aspettarsi altro.
Le società sono fatte di uomini
e sono viziate come i loro seguiti.
Amico Sole, non scommetto che in te.
Che possa crescere la stella che è in te.
Salirò pendici inaspettate,
con le corde lanciate e poi fermate.
Non farò che una sola espressione
che si chiama “Commiserazione”.
Le mie scarpe cammineranno consumate
e tenui emozioni saranno mie strade.
Non vivrò pesce lesso dentro e fuori,
sarò vivo nel mondo a colori.
Farò resistere il Cielo dentro me,
con un motivo che esprima il perché.
Un cerchio luminescente ci raccoglie.

 

 

SONO CRESCIUTI E NON RICORDANO IL PASSATO

C’era un bambino americano,
figlio di un diplomatico sovrano
finito in Afghanistan per la guerra ai russi.
C’era una bambina afghana in povertà.
Insieme crescevano da buoni amici
e amorevoli fidanzatini dell’altra metà.
Ora, il ragazzo è costretto dalla famiglia
a tornare nella patria d’origine.
Le Torri Gemelle precipitano gli eventi
e lo arruolano, i Marines, in un disegno del papà.
I due sono cresciuti e non ricordano il passato…
I due sono cresciuti e non ricordano il passato…
Si ritrovano l’una di faccia all’altro,
guardandosi negli occhi impietosi:
due colpi e i fucili di botto cadran…
Dopo un istante arrancano i corpi;
le mani congiunte in solo Dio
sono quelle di chi in vita non l’ha conosciuto.
(ad libitum sfumando):
Sono cresciuto con questa idea
e non la lascio morire qui.
Scusami tanto per questa piega,
ma non la lascio finire così…

 

 

IL PAESE DI CUCCAGNA

Vorrei, vorrei, vorrei
salire tutti i desideri miei,
sentire accanto a me
quell’aria magica che avanza da sé.
Mi hanno detto che c’è, dalle alte mura,
un paese chiamato Cuccagna,
dove chi dorme più guadagna:
è forse questa la vera cura.
Mi hanno detto che i monti sono pasta,
le fontane rendono la gioventù
e i campi di dolci fanno l’avventura.
Esiste un carcere per chi lavora…
Esiste un carcere per chi lavora…
Mi hanno detto che spighe son salsicce
e cresce il luppolo in fumo dai camini,
le persone non si sporcano le mani
e fanno festa in tutti gli orari.
Ma, se significasse libertà
il principio primo “Avidità”,
e non valutasse lo slancio e la paura,
il carcere duro per chi deruba…
il carcere duro per chi l’anima ruba.

Mi hanno detto di credere in spille,
portate al petto come conquiste,
senza limiti né vergogna alcuna
davanti a magistrati, elettori e tribuna.

Vorrei, vorrei, vorrei
salire tutti i desideri miei,
sentire dentro e fuori me
un mondo migliore,
ciascuno per sé.
Vorrei, vorrei, vorrei
salire tutti i desideri miei,
sentire dentro e fuori me
un mondo migliore,
ciascuno per sé.

 

 

COSCIENZA D’UN BRIGANTE

Cavalca la strada in collina,
che s’erge ed impenna nel cielo!
La notte è una patina, un velo
di carta, aspettando mattina,
aspettando mattina,
l’onesta rapina.
La resina copre il sudore,
ma non lo sovrasta per niente,
e mentre, correndo, la mente
riscopre, dibatte il tuo cuore,
dibatte il tuo cuore
di vivo rancore.
Ti perdi lontano, tra spilli di luna;
l’opaca trovasti. Pregusti fortuna.
Ti perdi lontano, tra spilli di luna;
l’opaca trovasti. Pregusti fortuna.
Il tuo cuore non uccide,
ammazzano le carabine.
Corri, corri sui tornanti,
ma all’aurora non puoi più;
t’abbandoni, agonizzante,
sulla strada di virtù.

Braccato alla strada fangosa,
pozzanghere dove ti menti,
così sei costretto all’esosa
consulta di squarci lamenti,
gli squarci lamenti
di povere genti.
L’odore del giusto t’inebria,
da poco il delitto hai commesso:
negli occhi il pallore di cipria,
il frac, l’estorsione al commesso,
l’estorsione al commesso,
la promessa all’oppresso.
Non sai tamponare il sangue che versi;
boccheggi finito ma non ti rassegni.
Non sai tamponare il sangue che versi;
boccheggi finito ma non ti rassegni.
Il tuo cuore non uccide,
ammazzano le carabine.
Corri, corri sui tornanti,
ma all’aurora non puoi più;
t’abbandoni, agonizzante,
sulla strada di virtù.
Eri puro più di tanti
sulla strada di virtù.
Eri puro più di tanti

sulla strada di virtù.

 

 

AMORE FORSENNATO

Amore forsennato,
fra scogli in riva al mare,
di vita, che non sanno
talvolta più cantare.
Mentre il mare è una tavola blu,
è felice d’essere
una tavola celeste.
– Ancora cosa vuoi? -,
dirà la pietra all’altra,
senza ottener risposta:
parla soltanto l’acqua.
Amore forsennato
che non dà più amore,
il tempo è già passato:
petali ha perso il fiore.
– Cos’altro hai da ambire? -,
dirà paziente Pietra,
– comunque sei il sire! -.
– E tu la mia contesa! -.
Mentre il mare è una tavola blu,
è felice d’essere
una tavola celeste.

Amore forsennato,
fra scogli in riva al mare,
di vita, che non sanno
talvolta più cantare.

 

 

BALLATA DELL’INSONNIA

La notte aspetta un risultato
nel galletto innamorato:
lo studente ed il ragazzo
di bottega e apprendistato.
Perché la notte
è andata via lontano?
Dai cumuli di smog
è fuggita piano piano.
Dai palazzi milionari,
dalle grida di palazzinari,
s’è spostata nei cortili,
nei tormenti giovanili.
Le notti vivono
i matti e gli audaci,
gli insofferenti delle schede nulle,
i nipotini nelle culle.
Le notti ridono
e pure vivono
i matti e gli audaci,
i gatti e gli anziani.

Anche stanotte la notte è tornata:
è entrata nelle prigioni,
fra gli occhiali del cieco,
nella voce del fioco…
La notte aspetta un risultato
nel galletto innamorato:
lo studente ed il ragazzo
di bottega e apprendistato.
La notte aspetta un risultato
nel galletto innamorato:
lo studente ed il ragazzo
di bottega e apprendistato.

 

 

ALLA FINE DEL LIBRO

Goodbye, mia dolce amica:
vidi la guerra
e il mondo regredire in…
…in un vuoto di…
…di resina e sangue.
Lessi un libro
– il vero libro –
alla fine del libro.
Goodbye, mia sorella,
e come te tutte le altre,
con la musica dell’inverno,
con il dramma dei sognatori.
Goodbye, me stesso:
vidi il muro umano
precipitare in…
…in un vuoto di…
…di resina e sangue.
Lessi un libro
– il vero libro –
alla fine del libro.

Goodbye, mio fratello,
e come te tutti gli altri,
con la musica dell’inverno,
con il dramma dei sognatori.

(ad libitum sfumando)
Alla fine del libro…
Alla fine del libro…
Alla fine del libro…
Alla fine del libro…

 

 

DICEVANO I DOTTORI

“Non ti ferire gli occhi:
avrai molto da perdere;
non ti ferir l’udito:
non avrai più visioni”,
proprio così, dicevano i dottori.
Ed ogni notte ho sognato
che ti mutavi in un…
…in un cadavere squisito:
oh si! oh si! (detto eroticamente).
E’ la vita nella poesia.
E’ la vita nella fantasia.
E invece sei risorta,
mia giovane anarchia,
e scrivo come un cieco,
come un sordo, forse,
e la Vergine è tornata,
quasi come a me integrata.
“Non ti ferire gli occhi:
avrai molto da perdere;
non ti ferir l’udito:
non avrai più visioni”,
proprio così, dicevano i dottori.

 

 

SOGNI D’INFANZIA

Ingaggiò mille gendarmi
e un dicitore di frottole
la scuola che non capiva
la libertà di due regine.
E quelle ninfe erano adulte,
amiche e insieme condottiere
di nuovi e sterminati cantieri
che aprivano il reale ai sogni veri.
L’una italiana e l’altra tunisina,
come amiche fan coppia, promessa di vita,
a nove anni affrontarono strade,
quella eterna, poco banale.
Un altro passo
e siamo in girotondo,
sempre lontani
dal nostro vecchio mondo.
Un altro passo
e infine sarà
l’esperienza
di un’altra verità.

(assolo)

Cento altri passi
e il sogno è tutto lì,
tra una rotonda
e il claxon d’un taxi.
Un altro passo
e infine sarà
l’esperienza
di un’altra verità.

(coda parlata)
Sole si destano
nel ripostiglio oscuro,
l’una abbracciata all’altra
nel devastante vuoto.
Una maestra
le trova che è già mattino;
è l’ora di lavarsi il viso,
di conquistare un giorno di più,
e poi la luna ancora in cielo,
il suo velluto blu.

 

 

CERTE STAGIONI FERMENTANO L’UOMO

Alce sul tronco era deceduto,
anche se aveva meno di dieci anni.
Al Funzionario di Stato lo disse,
all’anima-mondo lo ricordò;
al ghigno vinto di tutte le genti
della cultura Nativa Amerindia,
degli Aborigeni e pure dei Rom,
all’anima-mondo lo ricordò.
Incroci di stecchi, di rami incidenti…
Dove finì il passo burattino?
Dove conobbe il traguardo maggiore?
C’era cotone, o, peggio, del carbone?
E il mondo riprese i gravosi lampi,
tra fili arrugginiti e persi campi.
Una donna, squadrata al Mistero,
ombre cavalca con muto cipiglio,
fino a quando non prende il suo velo,
fino a quando non lo getta al ciglio:
coranico, evangelico o biblico
il velo ritorna e sempre contiene,
ma serve salvare l’amato figlio,
nuda parentesi d’amore vero.

Incroci di stecchi, di rami incidenti…
Dove finì il passo burattino?
Dove conobbe il traguardo maggiore?
C’era cotone o, peggio, del carbone?
E il mondo riprese i gravosi lampi,
tra fili arrugginiti e persi campi.

(coda parlata)

E’ d’oro il silenzio nell’oscurità,
nell’incertezza del mondo attuale,
che si dipana sopra ogni male
compiuto dall’uomo con malvagità.
Ma ad ogni luogo oscuro della vita,
si prepongono puri sognatori,
ricercatori di perso lindore,
Ritorno Solare Del Più Grande Cuore.

 

 

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